Visto di Legalizzazione di Firma

Il Visto di Legalizzazione della Firma del funzionario camerale può essere richiesto dal paese di destinazione della merce.

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Visti, legalizzazioni e dichiarazioni

Le imprese iscritte alla Camera di Commercio di Roma che svolgono operazioni di esportazione possono richiedere visti e dichiarazioni da apporsi sia sulle fatture sia su altri documenti.
TIPOLOGIE DI VISTI E DICHIARAZIONI
Visto di deposito: può essere apposto su documenti per l'esportazione quando serva a perfezionare operazioni con l'estero. Non potendo accertare l'esattezza delle indicazioni contenute nei documenti emessi da organismi o enti ufficiali (ASL, Istituti nazionali di certificazione, ONU), l'Ufficio si limita ad apporre un semplice visto di deposito sull'originale conservando agli atti o un secondo originale o una copia conforme all'originale dei documenti stessi. Il documento, pertanto, dovrà essere presentato in duplice copia.

Visto di conformità di firma su fatture: alcuni Paesi esteri richiedono che sulle fatture destinate all'esportazione delle merci sia apposto un visto della Camera di Commercio.

In tale caso, le fatture dovranno essere timbrate e firmate solo da chi ha poteri di rappresentanza e, sulle stesse, verrà apposto un "visto di conformità di firma".

Tali documenti non potranno contenere indicazioni sull'origine delle merci o dichiarazioni negative o discriminatorie (es. dichiarazione anti-israeliana). Ogni fattura dovrà essere presentata in duplice copia, una delle quali sarà conservata agli atti dell’ufficio.

L’attestazione da parte del funzionario camerale non riguarda il contenuto delle fatture ma, solo ed esclusivamente, l’accertamento della corrispondenza della firma del Titolare/Legale Rappresentante/Procuratore. La firma dovrà essere depositata presso gli sportelli del Commercio Estero su apposita modulistica.
Qualora il funzionario camerale dovesse riscontrare una non corrispondenza con la firma depositata il visto potrà essere rifiutato.

Visto dei poteri di firma su Contratti, Procure, Mandati di rappresentanza, Dichiarazioni: alcuni paesi esteri richiedono che su tali documenti sia apposto un visto della Camera di Commercio.
La documentazione (in lingua inglese, francese o spagnolo), firmata da colui che ha i poteri di firma (tali poteri di firma dovranno risultare dalla visura del Registro delle Imprese), dovrà essere presentata in duplice copia, una delle quali sarà conservata agli atti dell’ufficio, con allegata la traduzione in italiano e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale si attesta che la traduzione in italiano corrisponde a quanto riportato in lingua.
I documenti non potranno contenere indicazioni sull'origine delle merci, dichiarazioni negative o discriminatorie (es. dichiarazione anti-israeliana) incompatibili con le convenzioni internazionali e con le leggi nazionali, indicanti ad esempio che le merci non contengono prodotti originari di alcuni paesi sottoposti a discriminazione, o che non sono trasportate da navi iscritte nelle black list, lettere di invito in Italia a favore di cittadini di paesi terzi, nonché l’attestazione di periodi lavorativi svolti alle dipendenze di un’impresa.
Il timbro apposto sul documento è solo ed esclusivamente in duplice lingua (italiano/inglese).
Qualora il funzionario camerale dovesse riscontrare una non corrispondenza tra il documento in lingua e quello in italiano o tra colui che firma e colui che risulti avere i poteri di firma potrà rifiutare il rilascio del visto.

Legalizzazione di firma: in alcuni casi, da parte di Paesi esteri è richiesta, sui documenti destinati all'esportazione, la legalizzazione della firma del funzionario che ha vidimato il documento stesso (ex visto UPICA). In tali casi il visto di legalizzazione andrà in aggiunta al normale visto di conformità di firma.

Legalizzazione di firma su Certificati del Registro Imprese di Roma: in alcuni casi, da parte di Paesi esteri è richiesta, sul Certificato di Iscrizione al Registro delle Imprese, la legalizzazione della firma del funzionario che ha rilasciato il certificato stesso (ex visto UPICA).

Dichiarazione “EXPORTER REGISTRY FORM”: Per esportazioni in Turchia di prodotti tessili e di confezionamento potrebbe essere necessaria la dichiarazione "Exporter Registry Form".
Tale documento dovrà essere timbrato dalla Camera di commercio (si tratta di un visto dei poteri di firma), per poi essere presentato in originale agli uffici consolari o ad alcune sedi dei consolati onorari della Turchia presenti in Italia.
Per ulteriori informazioni consultare il sito della Turkish British Chamber of Commerce and Industry.

Costi

I diritti di segreteria ammontano a Euro 3,00 per ogni legalizzazione.
Il versamento dovrà essere effettuato presso gli sportelli dell'Ufficio Commercio Estero per quanto riguarda i certificati di origine e presso la cassa del Registro Imprese per le fatture.

Moduli

Turchia: EXPORTER REGISTRY FORM
Scarica (143 kb) File con estensione pdf
MODULO DELEGA COMMERCIO ESTERO 2016
Scarica (221 kb) File con estensione pdf
MODULO DEPOSITO FIRME
Scarica (348 kb) File con estensione pdf
MODULO VISTI
Scarica (325 kb) File con estensione pdf

Contatti

Certificati per l'estero
Ufficio competente: Area IV Registro Imprese e Analisi Statistiche - Posizione organizzativa "Certificazioni"
Indirizzo e-mail: commercioestero@rm.camcom.it
Indirizzo: Viale Oceano Indiano, 19 - 00144 ROMA
Orari: Dal lunedì al venerdì: 8.45 - 12.30 / 13.30 - 14.45 - Chiusura casse ore 14.45. Nelle giornate prefestive gli sportelli sono aperti della ore 8.45 alle 12.30
Telefono: 06/5208.2011 - 06/5208.2336
ultima modifica: 13/04/2016

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