Allarme sociale: segnale di un pericolo immanente che si propaga spontaneamente in un dato ambiente sociale. Come cognizione condivisa di un pericolo generato da eventi non naturali, ma attribuiti ai comportamenti,o anche semplicemente alla presenza, di un soggetto rappresentato come "altro" e nocivo da un gruppo sociale dato.
Azienda: complesso di persone e beni organizzato per raggiungere un fine economico attraverso lo svolgimento di un'attività.
Buone pratiche: soluzioni effettivamente realizzate con successo e con una struttura di modello tale da soddisfare alcuni requisiti minimi: a) fornire una prova documentata di buona gestione dell’intervento (rispetto integrale dei diritti della persona; qualità dei servizi; valutazione ex ante, in itinere ed ex post degli effetti sistemici delle azioni); concretezza delle attività; impatto sulla qualità della vita; rapporto ottimale tra costi e benefici; b) trasferibilità del “saper fare” creato dall’esperienza; c) conformità ad un corpus di principi appropriati (integrazione e integrabilità con altri settori dell’amministrazione, come ad esempio sicurezza sociale, riqualificazione urbana, comunicazione istituzionale
Controllo sociale: può intendersi come somma di tutte le azioni con cui la società interviene sui singoli individui o sui gruppi sociali onde orientarli verso un comportamento il più possibile conforme al ruolo assegnato, cioè alle aspettative di condotta associate al determinato compito societario ricevuto
Costi della criminalità per le imprese: sono di tre tipi. A) Danni emergenti, cioè sottrazione di beni mobili, di denaro, vandalizzazione della sede, effrazioni; B) Lucro cessante, per il tempo di interruzione delle attività; C) Opportunità perse, per peggioramento dell’immagine aziendale, traumi del personale vittima o spettatore del reato, abbassamento del rating da parte di banche e assicurazioni
Criminalità diffusa: insieme di reati che seppure non provocano clamore e non suscitano allarme repentino, mantengono continuamente i cittadini in uno stato d’inquietudine ed insicurezza. Connota dunque la criminalità diffusa una persistenza quotidiana, un’estensione spaziale, una frequenza elevata del compimento di reati, tali da far nascere e quindi radicare uno stato di tensione e di preoccupazione sociale costanti
Criminalità economica: è un concetto più esteso di quello giuridico, che sociologicamente si può definire cosi: comportamenti propri di un complesso di attori – o social insiders – di elevato status sociale, perfettamente inseriti nel loro mondo di relazione, che a danno altrui realizzano un arricchimento personale con condotte affaristiche e professionali eticamente scorrette o apertamente delittuose. In caso di violazione di fattispecie penali, esiste una relazione stretta tra il reato e le attività professionali degli autori, poiché le leggi violate sono state a suo tempo emanate per disciplinare quel determinato settore delle relazioni nella business community
Cultura d'uso dei servizi della sicurezza: quell’insieme di nozioni concrete e di atteggiamenti pratici che permettano di ottenere soddisfazione dal complesso di dispositivi di tutela pubblica e da un servizio delle forze di polizia
Danno: conseguenza di un'azione o di un evento che causa la riduzione quantitativa o funzionale di un bene, un valore, un attrezzo, una macchina, un immobile o quant'altro abbia un valore economico, affettivo, morale
Gestione sicura delle imprese: metodologia fondata su un complesso di concetti di security management per corredare il processo di creazione del valore economico con la tutela dei beni materiali, posizionali e relazionali dell’impresa
Gruppo di pressione: aggregazione finalistica di soggetti – nel nostro caso imprese locali – che si pone obiettivi limitati, ma certi verso i decisori pubblici, in particolare aventi responsabilità di governo
Impresa: un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Il soggetto dell’impresa, l’imprenditore, può essere sia una persona fisica che una persona giuridica
Inciviltà: violazioni di norme condivise, scritte e non scritte, riguardanti gli spazi pubblici, la cui manifestazione è, ad un tempo, visibile e persistente mediante segni sia sociali sia fisici. L’inciviltà è dunque un complesso di tipi di comportamento che generano insicurezza, di là della violazione di norme penali
Insicurezza e Fattori d’insicurezza: condizione oggettiva o soggettiva di singoli o di gruppi sociali derivante tanto da comportamenti quanto da segni considerati e vissuti come “nocivi” dal cittadino. Essi non provengono solo dalla violazione della legge penale, ma da un multiforme catalogo di fattori. L’insicurezza scaturisce, comunque, dalla minaccia, in altre parole da tutto ciò che non è prevedibile, che può compromettere lo spazio di vita, che si pensa di non poter controllare
Luoghi critici: spazi pubblici dove sono attratte disfunzioni, rischi, minacce, dismissione di attenzione e abbandono di manutenzione urbana
Marketing urbano: impiego di moderne tecniche della comunicazione, a supporto di una strategia tesa ad aumentare la soddisfazione di quanti abitano nella città, di chi vi produce e lavora o di chi vi si reca per operare o per visitarla
Microprogetto di sicurezza: un azione selettiva rivolta ad affrontare una priorità sul territorio con il concorso di tutte le parti interessate. Con il microprogetto si genera un apprendimento efficace su come interagire per migliorare
Morfologia urbana: la struttura formale che compendia l’organizzazione specifica delle funzioni sociali, osservate secondo la loro storica distribuzione nei differenti spazi della città
Orari sensibili: porzioni dell’orario operativo di un’impresa che concentrano il rischio criminalità
Organizzazione: un insieme di risorse materiali, umane e simboliche deliberatamente impiegate in modo razionale e coordinato per raggiungere obiettivi sia di funzione e sia di risultato
Politica pubblica: il prodotto di un’autorità di governo correlato alla soluzione di un bisogno di interesse pubblico
Polizia di prossimità: è un nuovo approccio alla funzione di polizia, secondo un modello di servizio che impone la presenza della polizia stessa il più possibile vicina ai luoghi sociali dove si origina una “domanda di servizio” e di rassicurazione. In questo senso si richiede una particolare organizzazione delle attività tipiche di polizia, una filosofia operativa e un’insieme di connotati qualitativi del servizio offerto ai cittadini
Prevenzione situazionale: intervento con misure rivolte a contenere forme specifiche di criminalità; implica la gestione, il disegno progettuale o il trattamento dell’ambiente circostante in modo quanto più sistematico e duraturo possibile; mira a ridurre le opportunità, valutando ex ante la struttura delle occasioni della criminalità; adottando misure appropriate per proteggere sia persone target e sia beni pubblici e privati; raccogliendo tempestivamente le informazioni sul riorganizzarsi di strutture e spazi per l’uso della criminalità
Protocollo d’intesa sulla sicurezza: istituzionalizzazione di procedure di comunicazione e di collaborazione, su un modello concordato di governo della sicurezza urbana, tra l’amministrazione comunale (tramite il sindaco) le parti sociali (tramite la Camera di Commercio) e il rappresentante del governo (prefetto)
Qualità della vita: “la percezione soggettiva che un individuo ha della propria posizione nella vita, nel contesto di una cultura e di un insieme di valori nei quali egli vive, anche in relazione ai propri obiettivi, aspettative e preoccupazioni” (OMS, 1948)
Rete: Modalità di organizzazione orizzontale tipica delle imprese e dei servizi erogati da enti complessi e differenziati al loro interno. La rete è composta da unità indipendenti (nodi) che producono prestazioni simili (o parti della stessa prestazione o unità che appartengono allo stesso sistema) e che condividono risorse, clima di servizio, missione di fondo. I meccanismi di regolazione delle unità della rete sono basati su competizione e cooperazione
Rete culturale e operativa: possibilità di affrontare con concetti comuni delle prassi condivise. Si fonda sul presupposto della conoscenza reciproca dei modi di lavorare e del mondo operativo di ognuno dei partecipanti. Rete operative: “collaborazione per”; rete culturale: tra linguaggi, mondi concettuali, esperienze simboliche. La dimensione culturale consente l'organizzazione di conoscenze comuni e la risposta a un problema affrontato in comune. In definitiva la rete operativa e culturale favorisce l'interazione su problemi che hanno in origine una differente definizione tra i vari partner
Sicurezza partecipata e dedicata alle imprese: “adesione netta e convinta ad una impostazione pluralista della sicurezza pubblica; condivisione da parte di soggetti diversi, degli elementi di analisi e di valutazione dei fatti e delle potenzialità di intervento, per poter compiere – ognuno per la sua parte – ma tutti in sintonia le scelte più utili. Il risultato cui tendere è una linea d’azione comune e condivisa per l’attuazione delle politiche dell’ordine e della sicurezza pubblica che, in base alla legge, devono essere definite dal Ministro dell’Interno, nel suo ruolo di Autorità nazionale di pubblica sicurezza” (Ministero dell’Interno, 2002) Per le imprese, la sicurezza è “dedicata” alla specificità dei rischi e delle domande dell’ambiente che opera per la produzione di valore e di ricchezza
Sicurezza urbana: qualità da intendersi come il perseguimento di un ordine negoziato, che risulti dal modo competente con cui si esercitano varie funzioni normative-regolative. Realizzare la sicurezza urbana significa, da un lato controllare i reati, prevenirli e sanzionare in modo effettivo la violazione delle regole scritte, da un altro lato conseguire un miglioramento di qualità della vita, promovendo un equilibrio generale nel tessuto della città. qualità da intendersi come il perseguimento di un ordine negoziato, che risulti dal modo competente con cui si esercitano varie funzioni normative-regolative. Realizzare la sicurezza urbana significa, da un lato controllare i reati, prevenirli e sanzionare in modo effettivo la violazione delle regole scritte, da un altro lato conseguire un miglioramento di qualità della vita, promovendo un equilibrio generale nel tessuto della città
Ufficio Territoriale del Governo: trasformazione della prefettura avvenuta con la riforma dell'organizzazione del Governo (Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n.300). La Prefettura mantiene le originarie funzioni di competenza e ne assume di nuove. In ambito provinciale, le Prefetture - Uffici territoriali del Governo svolgono un'azione propulsiva, di indirizzo, di mediazione sociale e di intervento, di consulenza e di collaborazione, anche rispetto agli enti locali, in tutti i campi del 'fare amministrazione', in esecuzione di norme o secondo prassi consolidate, promuovendo il processo di semplificazione delle stesse procedure amministrative