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Note sul fondo pre-unitario della Camera di Commercio di Roma

Il fondo pre-unitario, dopo una lunga trattativa con l'Amministrazione archivistica che ne richiedeva il versamento, è stato depositato l'11 febbraio 1946 presso l'Archivio di Stato.

Nel 1936 infatti il Ministero dell'Interno, accogliendo la proposta del Consiglio Provinciale dell'Economia Corporativa di Genova che intendeva cedere il materiale dell'ex Camera al locale Archivio di Stato, la estese a tutti i Consigli del Regno.

Nel corso del 1941 lo stesso Ministero dispose visite ispettive per accertare la consistenza e lo stato di conservazione dei fondi camerali e diramò istruzioni alle Soprintendenze Archivistiche affinchè prendessero accordi con i Consigli provinciali delle Corporazioni per i versamenti ai locali Archivi di Stato degli atti delle cessate Camere di Commercio.

La soprintendenza archivistica per il Lazio il 29 novembre 1941 si rivolse al prefetto presidente del Consiglio Provinciale delle Corporazioni di Roma “...pregandolo di voler consentire il versamento...tanto più che i documenti troveranno una sede più adatta alla loro conservazione, pur restando a disposizione delle varie amministrazioni pubbliche...Gli archivi sopradetti si trovano attualmente collocati in locali terreni dove l'umidità o altre cause imprevedibili possono danneggiare irreparabilmente le scritture che li compongono”.

Nel 1945 l'Archivio di Stato di Roma sollecitò la rinata Camera ad effettuare il deposito della documentazione che a causa della guerra non era stato più realizzato. La Camera rispose illustrando le difficoltà tecniche che impedivano tale operazione e consegnò all'Archivio di Stato, nel febbraio 1946, soltanto “65 plichi” di fascicoli e registri. L'Archivio di Stato accettò il deposito incompleto della documentazione che, nonostante vari solleciti, non venne ulteriormente integrato. Dal verbale di consegna, mentre risulta una sommaria scrittura dei “titoli”, non risulta invece la descrizione analitica delle singole posizioni consegnate.

Nel 1961 il cav. Alberto Rossi, primo archivista della Camera, proseguendo la sua opera di inventariazione dei materiali giacenti nei depositi, redasse l' “Inventario della primaria Camera di commercio di Roma (1831-1871)”, analizzando i 65 plichi depositati all'Archivio di Stato contenenti documenti che coprono l'arco cronologico 1825-1892 e che comprendono, oltre ai fascicoli suddivisi in 19 “titoli”, anche registri dei protesti cambiari, delle società, dei lavori di ristrutturazione dei locali e della prima nota del protocollo.

Nella nota introduttiva all' “Inventario” l'archivista descrisse la metodologia adottata per il riordino del fondo: le segnature archivistiche e gli oggetti dei fascicoli riportati erano stati ripresi o dalle diciture rinvenute sulle camicie originali o dai documenti, in caso contrario aveva lui stesso attribuito un titolo al fascicolo ricavandolo dall'analisi delle carte. Aveva poi inserito le posizioni in 42 buste in ordine cronologico, descrivendole, però, in tutt'altra sequenza nell'inventario, dove le elencò per “titoli” e “articoli” (attenendosi al sistema di classificazione in uso presso la Camera pontificia), i primi rinviavano a funzioni generiche o ad attività concrete della Camera, mentre i secondi corrispondevano al fascicolo.

L'analisi delle carte del fondo pre-unitario ha messo in luce, in effetti, l'attenzione specifica dell'istituzione per la tenuta dei propri documenti testimoniata dalla presenza di un archivista nel ristretto organico camerale fin dal 1832. La presenza di un quadro di classificazione è attestato a partire dal 1832, anno di compilazione del “Disciplinare per l'archivista camerale” (ASCCR, Fondo pre-unitario, b. 30, Tit. XVIII, art. 2), mentre informazioni sul metodo di tenuta delle carte si ricavano dal documento del 1842 “Progetto per l'impianto dell'archivio della Camera primaria di commercio di Roma” (ASCCR, Fondo pre-unitario, b. 30, Tit. XVIII, art. 6)

Nel corso del 2009 e 2010, infine, la Camera di Commercio di Roma, d'intesa con l'Archivio di Stato di Roma, ha provveduto a riordinare, digitalizzare e ricondizionare, con materiale idoneo alla migliore conservazione e alla salvaguardia dall'umidità, l'intero contenuto delle 42 buste, successivamente collocate nei locali dell'Archivio Storico della CCIAA di Roma, ubicati presso la sede camerale di P.zza S. Ignazio.

Il risultato di questo progetto di rivisitazione del fondo pre-unitario è  visibile attraverso la disponibilità in rete dell'inventario e delle 41.086 immagini digitalizzate.
 

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