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Il maestro orologiaio

Il maestro orologiaio: custodire il tempo, riparare la memoria

Dietro ogni pendolo, ogni sveglia di famiglia, ogni orologio da tavolo che fa ancora tic tac c’è la mano paziente di un maestro orologiaio. Non lavora solo con ingranaggi, molle e ruote dentate: lavora con i ricordi. Ogni meccanismo smontato e rimesso in funzione è un pezzo di storia che torna a vivere, un suono che riempie di nuovo le case e le giornate.

Il Santo Protettore
A vegliare sugli orologiai è San Pietro, patrono di Roma e dei maestri del tempo. Raffigurato con le chiavi in mano, è simbolo di responsabilità e custodia: proprio come chi, in bottega, custodisce e “riapre” il tempo racchiuso in orologi antichi e moderni, restituendoli a chi li ama.

Un mestiere tra precisione e pazienza
Riconoscere un difetto invisibile, ricostruire un dente di una ruota, riassemblare una suoneria a ore e quarti: il lavoro dell’orologiaio è fatto di gesti minuscoli e concentrazione assoluta. Oggi i giovani hanno torni computerizzati e strumenti di ultima generazione, ma l’essenza non cambia: serve occhio, esperienza e la capacità di “ascoltare” il meccanismo, finché l’orologio non torna a camminare con il suo passo giusto.

Roma e il tempo che non passa
Nella Capitale, gli orologiai hanno accompagnato la storia di famiglie, palazzi e collezionisti: dalle pendole viennesi ai modelli italiani del Dopoguerra, fino agli orologi monastici e alle grandi suonerie d’epoca. Nel cuore di Campo Marzio, tra vicoli discreti e palazzi storici, Via del Clementino è uno di quei luoghi dove Roma rivela il suo lato più raccolto ed elegante. A due passi dal Parlamento, da Piazza Navona e dal Pantheon, questo angolo del centro custodisce botteghe specializzate, librerie e piccoli laboratori che resistono al tempo. Qui, Orologeria Aurili continua a prendersi cura di orologi antichi e moderni dal 1972, mantenendo vivo un mestiere fatto di pazienza, precisione e memoria meccanica. Grazie per preservare, tic dopo tac, un pezzo prezioso dell’anima di Roma.

Interviste: Gerardo De Vivo e Damiana Verucci
Riprese: Rocco Giurato

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ultima modifica: giovedì 20 novembre 2025