La criminalità nelle province delLlazio

I dati sulla criminalità nelle province del Lazio: i reati sulla sicurezza e sulla criminalità economica

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Criminalità nelle province del Lazio (2011)
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Nell’elaborazione dei dati sulla criminalità riportati nella tabella Criminalità nelle province del Lazio - Anni 2010/2011 è presente una selezione dei reati, denunciati nel corso del 2011, e comparati a quelli del 2010, che riguardano sia la sicurezza in generale che la criminalità economica.

Oltre a riportare i sub-totali dei reati selezionati, nella tabella suddetta, è stato indicato, per completezza di informazione, anche il numero totale dei reati denunciati nel corso dell’anno.

Al fine di agevolarne la comprensione, si riportano in una tabella di sintesi le sole variazioni percentuali dei totali relativi alle diverse tipologie di reato presenti nella tabella principale.

L’esame dei dati riguardanti la totalità dei reati, conferma la divisione della regione in due parti, come già emerso nell’analisi svolta per il 2010.

Infatti, rispetto alla media regionale, risulta un’area a bassa intensità di rischio formata dalle pro-vince di Frosinone, Rieti e Viterbo, i cui valori si collocano tutti al di sotto della media regionale.

Viceversa le province di Roma e Latina presentano valori più significativi (rispettivamente +8% e +6,8%) ed anche se quest’ultima si colloca al di sotto della media regionale, il suo valore è comunque ben superiore a quello delle province a basso rischio.

Lo stesso dualismo regionale si evidenzia nei reati relativi alla sicurezza dove Frosinone e Rieti (rispettivamente -2% e -1,3% ) mostrano, addirittura, una riduzione dei reati denunciati.

Si può, poi, sostanzialmente osservare la stessa situazione se si limita l’esame ai soli reati economici (nei quali Roma presenta il suo miglior risultato), anche se, in questo caso, mentre Frosinone presenta una variazione minima (+1,1%) e Viterbo una consistente riduzione (-4,7%), spicca la vistosa posizione di Rieti (+12,3%) imputabile, prevalentemente, all’aumento del reato di “truffe e frodi informatiche” (+27,5%).

Infine, dall’analisi dei singoli reati, riportati nella tabella generale, si evidenzia l’aumento dei reati “predatori” (furti e rapine), in linea con la situazione nazionale, dove tali reati sono aumentati del 21%, e, in misura ancor più consistente, dei reati commessi per via telematica.

In controtendenza, invece, il dato sul reato di “usura”, ma, in questo caso, pesa l’esiguo numero di denunce presentate, visto che, come è noto, le vittime di questa pratica raramente si rivolgono all’autorità giudiziaria.

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