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Visti, legalizzazioni e dichiarazioni

La legge doganale egiziana n. 207 del 12 novembre 2020 ha istituito il sistema "ACI - Advanced Cargo Information", volto alla dematerializzazione delle procedure doganali ed alla facilitazione degli scambi commerciali.

Il sistema ACI prevede che l'importatore fornisca una pre-dichiarazione relativa alla spedizione (ACID - Advanced Cargo Information Declaration) ed entrerà in vigore in due fasi:

  • la fase pilota transitoria avviata ad aprile 2021 avrà termine il 30 settembre 2021;
  • la fase operativa sarà obbligatoria a partire dal 1 ottobre 2021.

In sede di prima applicazione, sia nella fase pilota che in quella obbligatoria dal 1 ottobre 2021, la nuova procedura coinvolgerà solo le merci in ingresso attraverso i porti marittimi.

Successivamente la procedura verrà applicata anche agli aeroporti e ai punti di ingresso terrestri.

Tutti i dati e i documenti relativi all'operazione di esportazione, incluse la fattura commerciale e la polizza di carico, devono essere trasmessi almeno 48 ore prima della partenza del carico dal Paese di provenienza. La trasmissione avviene elettronicamente tramite la piattaforma Cargo X.

L'importatore dovrà inserire le informazioni ricevute nel sito dello "sportello unico nazionale per l'agevolazione del commercio estero egiziano - nafeza".
 
Una volta caricati tutti i dati richiesti, l'importatore riceverà un numero ACID che dovrà comunicare al suo corrispondente affinché possa riportarlo nei vari documenti di esportazione. I documenti così compilati devono accompagnare il carico ed essere presentati alle autorità doganali dal vettore. In caso contrario, la merce non può essere sdoganata e sarà respinta al mittente.

Se richiesto, il numero ACID può essere inserito nel certificato di origine nella casella 5 "osservazioni".

È possibile consultare la scheda export dell'Egitto sul portale Mercati a Confronto.

Le modalità di erogazione dei servizi sono state aggiornate in conseguenza delle misure adottate per contrastare la diffusione del Coronavirus, con l'intento di garantire a tutti l'adeguata protezione e regolare l’afflusso dell’utenza presso gli Uffici aperti al pubblico.

Pertanto, l'accesso ai servizi continua ad essere fruibile in modalità on-line o su appuntamento secondo le indicazioni riportate nel riepilogo generale delle modalità di erogazione temporanee dei servizi.

Le imprese iscritte alla Camera di Commercio di Roma che svolgono operazioni di esportazione possono richiedere visti e dichiarazioni da apporsi sia sulle fatture sia su altri documenti.
TIPOLOGIE DI VISTI E DICHIARAZIONIVisto di deposito: può essere apposto su documenti per l'esportazione quando serva a perfezionare operazioni con l'estero. Non potendo accertare l'esattezza delle indicazioni contenute nei documenti emessi da organismi o enti ufficiali (ASL, Istituti nazionali di certificazione, ONU), l'Ufficio si limita ad apporre un semplice visto di deposito sull'originale conservando agli atti o un secondo originale o una copia conforme all'originale dei documenti stessi. Il documento, pertanto, dovrà essere presentato in duplice copia allo sportello del commercio estero, la presentazione rimane cartacea.
 
Visto dei poteri di firma su fatture: alcuni Paesi esteri richiedono che sulle fatture destinate all'esportazione delle merci sia apposto un visto della Camera di Commercio.

In tale caso, le fatture dovranno essere timbrate e firmate solo da chi ha poteri di rappresentanza e, sulle stesse, verrà apposto un "visto dei poteri di firma".

Tali documenti non potranno contenere  dichiarazioni negative o discriminatorie (es. dichiarazione anti-israeliana). 

La modalità di richiesta del visto su fattura è esclusivamente telematica tramite applicativo CERT'O, analogamente a quanto avviene per la richiesta di Certificato di Origine. La fattura dovrà essere firmata digitalmente preferibilmente con modalità PADES.
 
Visto dei poteri di firma su Contratti, Procure, Mandati di rappresentanza, Dichiarazioni: alcuni paesi esteri richiedono che su tali documenti sia apposto un visto della Camera di Commercio.
La documentazione (in lingua inglese, francese o spagnolo), firmata da colui che ha i poteri di firma (tali poteri di firma dovranno risultare dalla visura del Registro delle Imprese), dovrà essere presentata con allegata la traduzione in italiano e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale si attesta che la traduzione in italiano corrisponde a quanto riportato in lingua.
I documenti non potranno contenere indicazioni sull'origine delle merci, dichiarazioni negative o discriminatorie (es. dichiarazione anti-israeliana) incompatibili con le convenzioni internazionali e con le leggi nazionali, indicanti ad esempio che le merci non contengono prodotti originari di alcuni paesi sottoposti a discriminazione, o che non sono trasportate da navi iscritte nelle black list, lettere di invito in Italia a favore di cittadini di paesi terzi, nonché l’attestazione di periodi lavorativi svolti alle dipendenze di un’impresa.
Il timbro apposto sul documento è solo ed esclusivamente in duplice lingua (italiano/inglese).
Qualora il funzionario camerale dovesse riscontrare una non corrispondenza tra il documento in lingua e quello in italiano o tra colui che firma e colui che risulti avere i poteri di firma potrà rifiutare il rilascio del visto. La modalità di richiesta è esclusivamente telematica tramite applicativo CERT'O; il documento deve essere firmato digitalmente preferibilmente con firma PADES

Visto Ex Upica- legalizzazione di firma: in alcuni casi, da parte di Paesi esteri è richiesta, sui documenti destinati all'esportazione, la legalizzazione della firma del funzionario che ha vidimato il documento stesso (ex visto UPICA). In tali casi il visto di legalizzazione andrà in aggiunta al normale visto dei poteri di firma e la modalità di trasmissione è obbligatoriamente telematica essendo abbinato al visto dei poteri di firma.
 

Legalizzazione di firma su Certificati del Registro Imprese di Roma: in alcuni casi, da parte di Paesi esteri è richiesta, sul Certificato di Iscrizione al Registro delle Imprese, la legalizzazione della firma del funzionario che ha rilasciato il certificato stesso (ex visto UPICA; la presentazione è cartacea allo sportello del commercio estero.
 
Dichiarazione “EXPORTER REGISTRY FORM”: Per esportazioni in Turchia di prodotti tessili e di confezionamento potrebbe essere necessaria la dichiarazione "Exporter Registry Form".
Tale documento dovrà essere timbrato dalla Camera di commercio (si tratta di un visto dei poteri di firma), per poi essere presentato in originale agli uffici consolari o ad alcune sedi dei consolati onorari della Turchia presenti in Italia.
Per ulteriori informazioni consultare il sito della Turkish British Chamber of Commerce and Industry. La modalità di inoltro è telematica tramite CERT'O ed il documento deve essere  firmato digitalmente preferibilmente tramite modalità PADES.

Diritti di segreteria

I diritti di segreteria ammontano a Euro 3,00 per ogni legalizzazione.

Chi contattare per questo servizio?

Certificati per l'estero
Ufficio competente: Area IV Registro Imprese e Analisi Statistiche - Struttura "Certificazioni e servizi digitali"
Indirizzo: Viale Oceano Indiano, 19 - 00144 Roma
Telefono: 0652082031 - 0652082028 - 0652082453
Note:

Il ritiro della documentazione (Certificati di origine – Attestati di libera vendita – Carnet ATA – Visti – Legalizzazioni e Dichiarazioni) è previsto esclusivamente su appuntamento che può essere prenotato online attraverso il sistema dedicato https://appuntamenti.rm.camcom.it

ultima modifica: mercoledì 29 aprile 2020

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