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Si invita a prendere visione della notizia pubblicata al seguente link: http://www.worldpass.camcom.it/index.phtml?Id_VMenu=1358&nh=1&daabstract=1048 

Vengono fornite informazioni aggiornate sulla nuova formalità di registrazione degli stabilimenti degli esportatori dei prodotti in oggetto sul sistema informativo comunitario TRACES NT; il Ministero della Salute ha emanato delle istruzioni operative al riguardo.

Si ricorda, infatti, che le formalità di certificazione dei prodotti in oggetto saranno operative dal 1 ottobre 2021, come anche l'obbligo di registrazione nel sistema TRACES NT.
 

In data di ieri, 24 Marzo 2021, il Governo britannico, ha annunciato lo slittamento, all'1 gennaio 2022, dell'introduzione dell'obbligo di produrre il Modulo VI-1 per l’importazione di vino dall’Unione Europea in Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles).

È, altresì, rinviata all'1 Gennaio 2022 la produzione del Certificato di Ispezione richiesto per l’importazione di alimenti biologici.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del Parlamento Britannico:

Importing and exporting wine - GOV.UK
Importing and exporting organic food - GOV.UK 

Il 24 dicembre scorso, la Commissione Europea ha confermato il raggiungimento di un “agreement in principle” volto a stabilire i termini della futura cooperazione tra Unione Europea e Regno Unito a partire dall'1 gennaio 2021.

Tale accordo non cambia la posizione del Regno Unito, quale Paese terzo rispetto all’Unione Europea. Infatti, a prescindere dall’accordo appena siglato, che dovrà essere approvato dal Parlamento inglese e dal Parlamento europeo, la Commissione europea ha proposto di applicare l’accordo in via provvisoria a partire dall'1 gennaio 2021, per un periodo limitato fino al 28 febbraio 2021, in attesa che siano perfezionate le operazioni di approvazione formale.

Si forniscono, di seguito, alcune indicazioni sugli effetti dell’accordo di libero scambio.

L’accordo prevede l’assenza di dazi e contingenti per le merci oggetto di scambi commerciali tra il Regno Unito ed i Paesi dell’Unione Europea, ma resta fermo l’obbligo di assolvere le procedure doganali, benché facilitate.

Per beneficiare di questo trattamento, le imprese dovranno provare che i propri prodotti rispettano completamente le regole sull’origine delle merci previste dall’accordo stesso. La qualificazione tecnica dell’operazione di scambio rimane quella di esportazione verso un Paese terzo e, pertanto, assoggettabile all’art. 8 del DPR 633/1972 (Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto).

ORIGINE DELLE MERCI E REGOLE PER GLI SCAMBI

L’origine sarà determinata in base alle regole dell’accordo, si rimarrà, pertanto, nella sfera dell’origine preferenziale. Le imprese potranno, sulla base dell’accordo, auto-dichiarare l’origine delle merci e si potrà tenere conto non solo dei materiali originari utilizzati, ma anche se la lavorazione sostanziale è avvenuta nel Regno Unito o nell’Unione Europea. Le regole sull’origine sono contenute alle pagine da 27 a 41 dell’Accordo e negli allegati Annex Origin 1-6. 

Va ricordato, inoltre, che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli,con Circolare n. 49/2020 , ha chiarito che, in attesa dell’attivazione del nuovo Portale unionale REX e dell’acquisizione di eventuali ulteriori elementi rinvenienti dall’Accordo in fase di ratifica, coloro che risultino ancora privi del codice REX, potranno rendere la dichiarazione di origine indicando il proprio codice EORI nonché l’indirizzo completo dell’esportatore nel campo “luogo e data” della predetta dichiarazione.

L’esportatore, per rendere la propria dichiarazione sull’origine preferenziale, deve acquisire la dichiarazione del fornitore, secondo il modello previsto all’Annex Origin 3. La dichiarazione può avere anche la forma del “lungo termine” nel caso di forniture ricorrenti da parte dello stesso soggetto. La dichiarazione prevista dall’accordo può essere resa sia in lingua italiana sia in lingua inglese. Non è previsto che tali dichiarazioni siano validate da altri soggetti terzi, quali le Camere di Commercio.

Da tutto ciò emerge che non è necessario ricorrere ai Certificati di Origine non preferenziali rilasciati dalla Camere di Commercio per l’esportazione verso il Regno Unito, a meno che non si tratti di merce originaria di un Paese Terzo.

E’ stato previsto, inoltre, il mutuo riconoscimento della qualifica di AEO e Esportatore Autorizzato, aspetto che faciliterà le procedure doganali.

Per maggiori dettagli sull’accordo è possibile consultare la pagina dedicata della Commissione europea, accedendo al seguente link https://ec.europa.eu/info/relations-united-kingdom/eu-uk-trade-and-cooperation-agreement_it e la copia dell’accordo 

CARNETS ATA

I Carnets ATA, emessi nel 2020 e ancora validi nel 2021, possono essere utilizzati per la temporanea importazione di beni nel Regno Unito a partire dal 1° gennaio 2021.

Per facilitare gli operatori che devono fare dogana quando raggiungono o lasciano il Regno Unito con mezzi di terrà è stato predisposto un opuscolo  che potrà essere utile ai titolari dei Carnets destinati al Regno Unito.

Per eventuali novità si invita a consultare questo sito ed il Portale WorldPass http://www.worldpass.camcom.it/InfoBrexit/1098 oltre al sito dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che ha attivato una specifica sezione informativa Infobrexit e istituito un servizio di informazione sull'impatto doganale attraverso un help desk che risponde al seguente indirizzo email:  adm.infobrexit@adm.gov.it

Brexit in pillole per esportatori italianiAl seguente link troverete quello che c'e' da sapere prima di apprestarvi ad esportare: https://www.ice.it/it/mercati/regno-unito/brexit-pillole-gli-esportatori-italiani

ultima modifica: giovedì 25 marzo 2021

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