Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Il sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per analisi e servizi di condivisione sui social network . Ok Informativa completa

Si informa che il Ministero del Commercio della Repubblica di Turchia ha apportato una recente modifica al Regolamento doganale nazionale turco in base alla quale non sarà più richiesto il certificato di origine per le merci provenienti da Paesi UE, se accompagnate da certificato di circolazione A.TR. (Avviso Agenzia Doganale Turchia)

Tale misura è in vigore dal 01.01.2021.

Tuttavia, le dogane turche, ai sensi dell'art. 47 dell'accordo di Unione Doganale tra la Turchia e il Consiglio di Associazione dell'UE, hanno comunque facoltà di richiedere le prove di origine in caso di dubbio. 
 

Le modalità di erogazione dei servizi sono state aggiornate in conseguenza delle misure adottate per contrastare la diffusione del Coronavirus, con l'intento di garantire a tutti l'adeguata protezione e regolare l’afflusso dell’utenza presso gli Uffici aperti al pubblico.

Pertanto, l'accesso ai servizi continua ad essere fruibile in modalità on-line o su appuntamento secondo le indicazioni riportate nel riepilogo generale delle modalità di erogazione temporanee dei servizi.

Si informa che per le esportazioni in IRAQ è in vigore una nuova direttiva sulla compilazione della casella 4) del Certificato di Origine.
La Sezione consolare dell’Ambasciata dell’IRAQ segnala l’obbligatorietà della compilazione della casella 4) che deve riportare in modo dettagliato sia l’itinerario della merce sia i diversi mezzi di trasporto utilizzati.
In allegato al Certificato di Origine, inoltre, dovrà essere fornita una dichiarazione, su carta intestata dell’impresa, firmata dal Legale rappresentante, relativa alla merce acquistata dalla società italiana fuori dal territorio italiano e destinata in Iraq, all’indicazione del paese di origine di acquisto e all’indicazione della lavorazione o dell’ultima modifica subita dalla merce prima di essere inviata in territorio iracheno.
Infine, nel caso in cui la società italiana spedisca merce in Iraq, senza passare per l’Italia, dovrà essere fornita una dichiarazione accompagnatoria al certificato di origine motivando l’itinerario della merce.

Il certificato d'origine è un documento, rilasciato dalla C.C.I.A.A. su modello comunitario, che accompagna la merce in esportazione e che certifica ufficialmente l'origine dei prodotti.

L'origine di un prodotto nella cui produzione siano intervenuti due o più paesi è in genere riscontrabile nel paese dove la merce ha subito l'ultima trasformazione rilevante.

Tale servizio è rivolto a tutti coloro, iscritti alla C.C.I.A.A. di Roma, che svolgono operazioni di esportazione verso i Paesi extra comunitari.

Certificati on line

Il Certificato di origine può essere richiesto unicamente con modalità telematica tramite applicazione "Cert'O".
L'accesso al servizio on line avviene attraverso la registrazione sul portale www.registroimprese.it
  
Sulla base dell'istanza telematica la Camera effettua l'istruttoria e produce il documento cartaceo (Certificato) da consegnare al richiedente.

In evidenza

  • Il modello base della pratica CERT'O, contenente tutti i campi del certificato di origine oltre alle dichiarazioni sostitutive di atto notorio concernenti l'origine delle merci va firmato digitalmente in via esclusiva dal legale rappresentante dell'impresa.
  • L'eventuale delega, che può essere attribuita a intermediari, serve esclusivamente per l'inoltro della pratica.
  • I documenti e le fatture allegate alla pratica telematica  devono essere firmati digitalmente in formato Pades che evidenzia il soggetto firmatario del documento stesso.

Quando il sistema recapita la mail di evasione della pratica, il certificato dovrà essere ritirato presso lo sportello Commercio Estero .

Per maggiori informazioni consultare il Manuale Utente ed il Materiale informativo.

Per problemi tecnici inerenti l'applicativo Cert'O contattare Infocamere: tel. 049/2015215 email: registroimprese@infocamere.it

Triangolazioni commercialiNelle triangolazioni commerciali la merce, che si trova sul suolo italiano, è venduta ad un operatore estero e, su incarico di quest'ultimo, spedita ad altro cliente. In tale ipotesi nella casella 2 del formulario è possibile indicare:

  • solo l'intestatario della fattura (buyer);
  • entrambi gli indirizzi specificando come "buyer" il primo operatore che paga la fattura di vendita e come "final destination" il secondo cliente che riceve la merce ( soluzione da preferirsi)
  • l'indirizzo del primo operatore "buyer" e la dicitura "per ulteriore riesportazione", sostitutiva del secondo cliente;
  • la dicitura "all'ordine" seguita da "per ulteriore riesportazione".
  • Solo la destinazione finale

È necessario che entrambi gli indirizzi compaiano sempre sulla fattura di esportazione. 
Certificato di origine a posteriori (merce già presso il cliente estero)Se la merce è presso il cliente estero da più di un mese, il certificato di origine deve essere considerato a "posteriori".
Lo speditore deve inserire nel campo 5) del certificato la menzione "Certificato rilasciato a posteriori".
In questo caso è necessario allegare una dichiarazione, ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 445/2000 in cui:

a) si spieghi i motivi per cui è stato richiesto un certificato di origine a spedizione conclusa da più di un mese, allegando se del caso, una lettera di richiesta dell’acquirente/importatore straniero

b) si dichiari di non aver precedentemente richiesto altro certificato di origine per quella stessa fattura di export.

Questa Camera non rilascerà comunque Certificati a fronte di fatture risalenti a più di due anni dalla richiesta. 
Certificato di origine proformaViene rilasciato a fronte di fatture proforma e può servire a titolo di esempio:

  • per aprire una lettera di credito in alcuni paesi;
  • come strumento di conoscenza delle condizioni di vendita applicate al cliente estero;
  • per spedire merce in sostituzione di altra già spedita in precedenza ma risultata poi difettosa (merce in garanzia);
  • per merci in esportazione temporanea  (solitamente per Paesi non aderenti alla Convenzione ATA).

Nella casella 5 "Osservazioni" deve essere inserita la dicitura "Certificato proforma".
Se il richiedente dovesse vendere tutta o parte della merce, esportata in temporanea, deve emettere regolare fattura definitiva e richiedere, a fronte di quest'ultima, il certificato di origine definitivo.

Nel caso in cui è già noto che si tratta di esportazione definitiva (es. campioni gratuiti, merce in garanzia) se il richiedente allega una dichiarazione che le merci non verranno reimportate, è possibile emettere già un certificato di origine definitivo.

Nel caso in cui il certificato sia richiesto per concludere un accordo commerciale o per la partecipazione a gare internazionali il certificato di origine deve sempre essere emesso come "Certificato proforma". 
Smarrimento del certificato di origine e richiesta del duplicatoIn caso di smarrimento, del certificato di origine, può essere richiesto un duplicato, a condizione che il richiedente fornisca copia della denuncia di smarrimento presentata alle Autorità di Polizia.
In materia di certificazione di origine non è ammessa la dichiarazione sostitutiva (art 49 D.P.R. 445/2000).

Il richiedente, in tal caso, utilizzerà un nuovo formulario di Certificato di Origine sul quale verrà apposta, nella casella 5, la dicitura "Duplicato del Certificato di Origine n. ...... rilasciato in data .....".

Non è ammesso il duplicato se viene richiesto sei mesi dopo il rilascio del certificato smarrito.

Annullamento o sostituzione di un certificato di origine già rilasciatoPer richiedere l'annullamento di un certificato di origine, l'impresa richiedente deve far consegnare (anche tramite corriere) alla Camera il certificato originale da annullare, insieme ad eventuali copie e documenti vistati, rilasciati con l'originale. 
Preliminarmente dovrà inviare tramite Cert’O la richiesta di distruzione, specificando nel “Campo note” le motivazioni che inducono all’annullamento ed alla nuova emissione di un Certificato di Origine. 

Dopo la consegna, l'impresa potrà inviare una nuova pratica di richiesta di Certificato di Origine.

Tale prassi deve essere ritenuta un'eccezione in quanto le informazioni contenute nel Certificato di Origine devono essere già note e corrette nel momento della richiesta.
Merci usateNel caso sia trascorso molto tempo tra la data di produzione o importazione e quella di esportazione, è difficile provare l'origine delle merci in quanto, in genere, non sono più disponibili i documenti che ne dimostrino l'origine.
In tal caso possono essere elementi probanti dell'origine:

  • le dichiarazioni del fabbricante o altro operatore commerciale;
  • pareri di esperti;
  • etichette apposte sulle merci stesse;
  • libretti di istruzione per l'uso.

Rappresentante fiscaleLe imprese, senza una stabile organizzazione in Italia, per l'espletamento delle operazioni relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nel nostro paese, possono nominare un rappresentante fiscale che potrà richiedere il rilascio del certificato di origine per conto dell'impresa.
Per la compilazione della richiesta occorre:

  • inserire nella casella 1 "speditore" il nome dell'impresa seguita dalla dicitura "rappresentata fiscalmente da - nome del rappresentante fiscale - ";
  • presentare il talloncino di nomina rilasciato dall'Agenzia delle Entrate, dal quale si evincano
    • azienda rappresentata fiscalmente
    • nome e partita IVA del rappresentante fiscale
  • allegare una delega per la richiesta del certificato di origine, su carta intestata dell'azienda rappresentata (la delega può avere durata massima di un anno);
  • allegare le fatture di acquisto in Italia e la fattura di vendita all'estero, nelle quali devono essere indicati sia l'intestazione dell'impresa rappresentata seguita dalla dicitura "rappresentata fiscalmente da", sia il numero di partita IVA del rappresentante fiscale.

Non è possibile rilasciare ai rappresentanti fiscali il certificato di origine per merce in transito o in deposito doganale.

Certificati di origine per paesi comunitariSe la merce venduta all'operatore comunitario viene  successivamente ceduta ad altro operatore extracomunitario, è possibile chiedere il certificato di origine purché nella casella 2 compaiano entrambi gli indirizzi, specificando come "buyer" l'operatore comunitario e come "final destination" il destinatario extracomunitario. È possibile evitare di inserire, sia nel certificato che nella fattura, l'indirizzo completo del destinatario finale usando in alternativa la dicitura "per ulteriore esportazione", specificando, però, il nome del paese extracomunitario.

La normativa Brasiliana sull'importazione di vini e bevande " Normativa n. 67 de 5 de Novembro de 2018"che disciplina tutta la materia, inclusa anche la modalità di etichettatura, è entrata in vigore il 1 novembre 2019.

Il nuovo modello richiesto dal Brasile è l'ANEXO IX.

Per il rilascio dell'Anexo IX l'impresa deve presentare alla Camera di Commercio :

  • Modello Anexo compilato
  • Contestuale o preliminare richiesta di Certificato di Origine
  • Copia del certificato di analisi del laboratorio di analisi accreditato

I laboratori accreditati sono quelli presenti nell'elenco SISCOLE :

http://sistemasweb.agricultura.gov.br/siscole/consultaPublicaCadastro%21consultarCadastro.action

Il Costo del Certificato Anexo IX è di 5 euro, analogamente ai certificati di origine ordinari.

Qualora sia richiesto anche un visto sul certificato di analisi emesso dal laboratorio, la Camera apporrà un Visto di deposito (costo euro 3)

Il costo del certificato d'origine è pari a:

  • euro 5,00 a foglio per diritti camerali (senza la legalizzazione di firma);
  • euro 8,00 a foglio per diritti camerali (con la legalizzazione di firma)

e viene pagato tramite la procedura telematica Cert'O.

 

Chi contattare per questo servizio?

Certificati di origine
Ufficio competente: Area IV Registro Imprese e Analisi Statistiche - Struttura "Certificazioni e servizi digitali"
Indirizzo: Viale Oceano Indiano, 19 - 00144 ROMA
Telefono: 0652082031 - 0652082028 - 0652082453
Note:

Il ritiro della documentazione (Certificati di origine – Attestati di libera vendita – Carnet ATA – Visti – Legalizzazioni e Dichiarazioni) è previsto esclusivamente su appuntamento, da richiedere tramite il portale dedicato https://appuntamenti.rm.camcom.it.

ultima modifica: mercoledì 13 gennaio 2021

Condividi