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Il cesellatore: quando il metallo diventa disegno e racconto

Dietro ogni bassorilievo, ogni piccolo leone, ogni superficie “viva” in metallo ci sono mani che ascoltano la materia col martello. Il cesellatore lavora lastre e fusioni in bronzo, argento o altri metalli partendo da un disegno preciso: prima il bozzetto, poi il modello in cera o argilla, la fusione a cera persa… e solo alla fine il cesello, il passaggio più delicato, dove si definiscono espressioni, volumi, rughe, criniere, pieghe. È un mestiere che risale al Medioevo, affinato tra Rinascimento e primo Novecento, e che oggi rischia di sparire, sostituito da tecnologie che però non possono replicare la sensibilità della mano.

Il Santo Protettore
A vegliare su chi lavora il metallo con questa precisione è San Eligio, patrono di orafi, argentieri e artigiani del metallo. La sua storia parla di abilità straordinaria, pazienza e tenacia: le stesse qualità che servono per passare ore sullo stesso pezzo, seguendo il disegno “da dentro” e continuando a studiare, sperimentare, migliorare, senza scorciatoie.

Ferri fatti a mano, pazienza fatta mestiere
In bottega nulla è “standard”: persino gli strumenti – i ceselli – sono realizzati uno per uno dall’artigiano, sagomati e temprati in base a ciò che devono creare. Ogni punta ha una funzione diversa, ogni colpo di martello è un segno irripetibile. La formazione nasce da un doppio binario: studio (istituti d’arte, scuole specialistiche, disegno) e tanta esperienza sul campo, accanto ad altri maestri. Perché non si può realizzare un manufatto artistico se non si sa disegnare, progettare e già immaginare, mentre si schizza, come l’oggetto verrà costruito davvero.

Roma, il cesello e la scelta di restare
In una città dove la tecnologia corre e molti mestieri spariscono, chi fa cesello continua a resistere rimboccandosi le maniche invece di lamentarsi: ci sono periodi di lavoro intenso e momenti di flessione, ma l’anima dell’artigiano è proprio questa capacità di tenere il mestiere in vita, pezzo dopo pezzo. A Roma, tra commissioni su misura, restauri, opere d’arte e oggetti unici, il cesellatore è un ponte tra i grandi maestri del passato e chi oggi ancora cerca qualcosa che non esce da una macchina, ma da una storia personale.

Un grazie speciale a chi, con martello, ceselli e tanta ostinazione, continua a dare forma al metallo e a difendere un’arte antica che rischia di scomparire. 

Vicolo della Palomba 2/3 si trova nel cuore del rione Campo Marzio, a pochi passi da via di Ripetta e dal dedalo di stradine che collegano Piazza del Popolo al Pantheon. In questo angolo di centro storico, dove un tempo botteghe e officine animavano le vie vicino al Tevere, il laboratorio L’Arte del Cesello mantiene viva una tradizione rarissima: qui il metallo non è solo materia, ma superficie su cui raccontare storie, con la stessa pazienza e la stessa cura di generazioni di artigiani romani.

Interviste: Gerardo De Vivo e Damiana Verucci
Riprese: Rocco Giurato

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ultima modifica: giovedì 15 gennaio 2026