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Il maestro dell'intreccio

Il maestro dell’intreccio: paglia, vimini e giunco

Ci sono mestieri che nascono da un filo sottile e diventano una vita intera. L’intrecciatore lavora con paglia, giunco, vimini e midollino, trasformando fibre umili in sedie, cesti, poltrone e oggetti che attraversano le generazioni. Ogni incrocio di fili è un gesto di memoria: ciò che molti butterebbero, qui rinasce più forte di prima.

Il Santo Protettore
A vegliare su chi intreccia pazientemente materiali naturali è Sant’Antonio Abate, da sempre legato al mondo contadino e ai lavori che nascono a contatto con la terra. Il suo fuoco benedetto richiama il calore delle botteghe artigiane, dove la manualità non è solo tecnica, ma cura, pazienza e rispetto per ciò che esiste già, prima di essere “nuovo”.

Un mestiere che tiene insieme passato e futuro
Sedie impagliate, poltrone in midollino, cesti di giunco, gabbie e arredi su misura: ogni pezzo nasce a mano, filo dopo filo, spesso in una settimana di lavoro silenzioso. Restaurare, in questo mestiere, è quasi ricostruire: per ridare vita a una poltrona o a una sedia bisogna sapere dove tutto è iniziato, riconoscere l’intreccio originario e rispettarne il disegno. Così, ciò che era finito in soffitta torna al centro delle case, più prezioso di prima.

Roma e l’arte dell’intreccio
Nel cuore del centro storico di Roma, tra botteghe antiche e vicoli pieni di storia, c’è ancora chi lavora come il padre e come il nonno, con le mani sporche di lavoro e la testa piena di ricordi. Borse di paglia, cappelli intrecciati, cesti e sedute rivivono grazie a una sapienza che non si impara sui manuali, ma in bottega, osservando, provando, sbagliando e ricominciando.

Un grazie speciale a chi, intrecciando pazienza e maestria, tiene insieme le storie di Roma, una fibra alla volta. 

A due passi da Campo de’ Fiori, via del Pellegrino attraversa uno dei rioni più autentici di Roma, tra botteghe storiche, pietra viva e profumo di mercato. In queste strade il tempo scorre più lento: si ascoltano ancora i rumori dei laboratori, si vedono sedie, cesti e intrecci affacciati sulle vetrine come un tempo. È qui che si trova Giuncart, bottega di paglia, giunco e midollino che da decenni restituisce vita a sedie, poltrone e manufatti intrecciati. Grazie per custodire la memoria dell’intreccio romano e trasformarla, ogni giorno, in futuro.

Interviste: Gerardo De Vivo e Damiana Verucci
Riprese: Rocco Giurato

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ultima modifica: giovedì 29 gennaio 2026